Come è distribuita la ricchezza delle famiglie italiane?
Nel 2026, i Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie di Banca d’Italia offrono una lettura trimestrale, coerente con la contabilità nazionale, di come il patrimonio degli italiani sia distribuito lungo tutta la distribuzione — non solo in aggregato. Quando si parla di ricchezza delle famiglie, la media da sola non mostra la realtà: la distribuzione dice molto di più.
Secondo i dati Banca d’Italia aggiornati al 4° trimestre 2025, la ricchezza delle famiglie italiane è fortemente concentrata: il 10% più ricco detiene oltre il 60% della ricchezza netta totale, mentre il 50% meno abbiente ne possiede appena il 7,2%. Le famiglie con meno risorse hanno portafogli composti prevalentemente da abitazioni (74%) e depositi (18%), mentre le più ricche diversificano su partecipazioni in imprese, fondi comuni, polizze vita e azioni. La ricchezza netta totale ha raggiunto circa 11.339 miliardi di euro. Dati da statistiche sperimentali; i trimestri più recenti includono estrapolazioni soggette a revisione.
delle famiglie italiane
(famiglia a metà classifica)
(concentrazione ricchezza)
del Top 5% delle famiglie
famiglie italiane
del Bottom 50%
📐 Cosa sono i Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie
I Distributional Wealth Accounts (DWA) sono statistiche sperimentali trimestrali che mostrano come la ricchezza sia distribuita tra le famiglie italiane, mantenendo piena coerenza con gli aggregati di contabilità nazionale.
Non si tratta di un semplice sondaggio: i DWA combinano quattro fonti diverse — l’indagine HFCS sui bilanci delle famiglie, la lista Forbes dei miliardari, i conti finanziari trimestrali di Banca d’Italia e i conti patrimoniali sulle attività non finanziarie elaborati dall’Istat. La Banca d’Italia ha sviluppato la metodologia per l’Italia insieme alla Banca Centrale Europea, nell’ambito di un gruppo di lavoro europeo avviato nel 2015. Per l’Italia, la serie storica parte dal 4° trimestre 2010 e viene aggiornata ogni trimestre con circa cinque mesi di ritardo rispetto al periodo di riferimento.
I dati medi sulla ricchezza nascondono differenze molto ampie tra famiglie. Sapere che la ricchezza media è 452.000 euro non descrive la situazione della famiglia tipica. I DWA permettono invece di capire chi detiene cosa, con quale struttura di portafoglio e con quali debiti.
📊 Perché la media da sola non basta: media vs mediana
Nel 4° trimestre 2025 la ricchezza netta media era pari a 452.527 euro. La mediana — il valore che divide esattamente in due la popolazione — era di 178.112 euro: meno della metà. Il divario è strutturale: le famiglie con patrimoni molto elevati spingono la media verso l’alto, rendendola poco rappresentativa del nucleo familiare tipico.
| Anno | Media (€) | Mediana (€) | Rapporto media/mediana | Gini |
|---|---|---|---|---|
| 2010 | 374.961 | 200.120 | 1,87 | 0,664 |
| 2014 | 373.256 | 181.463 | 2,06 | 0,691 |
| 2016 | 356.009 | 156.396 | 2,28 | 0,712 |
| 2018 | 355.250 | 159.269 | 2,23 | 0,697 |
| 2020 | 376.629 | 165.261 | 2,28 | 0,691 |
| 2022 | 396.260 | 167.709 | 2,36 | 0,705 |
| 2024 | 431.048 | 173.952 | 2,48 | 0,715 |
| 2025 Q4 | 452.527 | 178.112 | 2,54 | 0,722 |
Fonte: Banca d’Italia, DWA 4° trim. 2025 (pubbl. 3 giugno 2026). Foglio “1_indicatori”. Elaborazione propria.
L’indice di Gini — che misura la concentrazione della ricchezza su una scala da 0 (perfetta equidistribuzione) a 1 (concentrazione massima) — era pari a 0,664 nel 2010 ed è salito a 0,722 nel 4° trimestre 2025. La concentrazione è aumentata: è il dato che la media da sola non mostra.
📋 Le principali componenti della ricchezza delle famiglie italiane
I DWA includono 13 componenti principali: attività reali (abitazioni, attività non finanziarie d’impresa) e finanziarie (depositi, titoli, fondi, polizze vita, azioni quotate e non, partecipazioni) al netto delle passività (mutui e altri debiti).
| Componente | Categoria | 2010 Q4 (Mld €) | 2025 Q4 (Mld €) | Variazione | Lettura sintetica |
|---|---|---|---|---|---|
| Abitazioni | Attività reale | 5.361 | 5.591 | +4,3% | Prima voce del patrimonio; crescita nominale molto contenuta nel periodo |
| Depositi | Attività finanziaria | 986 | 1.360 | +38,0% | Accumulo di liquidità in crescita costante, accelerata dopo il 2020 |
| Ricchezza fin. d’impresa | Attività finanziaria | 652 | 1.849 | +183,6% | Partecipazioni: componente più dinamica, concentrata nel Top 10% |
| Quote di fondi comuni | Attività finanziaria | 325 | 893 | +174,8% | Quasi triplicati; crescita concentrata nelle fasce più abbienti |
| Assicurazioni ramo vita | Attività finanziaria | 435 | 809 | +85,9% | Quasi raddoppiate; diffuse tra famiglie del decile superiore |
| Attività non fin. d’impresa | Attività reale | 1.054 | 938 | -11,0% | Piccole imprese familiari; in riduzione relativa |
| Titoli di debito | Attività finanziaria | 724 | 515 | -28,9% | Marcata riduzione della detenzione diretta da parte delle famiglie |
| Azioni quotate | Attività finanziaria | 87 | 188 | +116,1% | In crescita ma ancora marginali per le fasce centrali |
| Mutui | Passività | -405 | -516 | +27,4% | Debito ipotecario in aumento; incide più sulle fasce meno abbienti |
| Altri debiti | Passività | -286 | -288 | +0,7% | Credito al consumo: stabile in valore assoluto |
| Ricchezza netta totale | Saldo | 8.932 | 11.339 | +26,9% | Cresciuta di oltre 2.400 Mld€; distribuzione fortemente asimmetrica |
Fonte: Banca d’Italia, DWA 4° trim. 2025. Foglio “2_totali”. Elaborazione propria.
🏠 Chi detiene la ricchezza: tre profili patrimoniali
I DWA ripartiscono le famiglie in classi in base alla posizione nella distribuzione della ricchezza netta. La lettura per fascia è dove i dati diventano davvero informativi.
| Componente | Bottom 50% sotto la mediana |
Decili 6–9 classe centrale |
Decile 10 top 10% |
|---|---|---|---|
| Abitazioni | 73,6% | 67,1% | 30,2% |
| Depositi | 17,5% | 14,7% | 8,3% |
| Quote di fondi comuni | 1,1% | 3,7% | 10,3% |
| Assicurazioni ramo vita | 2,3% | 4,1% | 8,7% |
| Ricchezza fin. d’impresa | 0,2% | 0,8% | 25,5% |
| Attività non fin. d’impresa | 4,5% | 6,4% | 9,0% |
| Titoli di debito | 0,7% | 2,9% | 5,5% |
| Azioni quotate | 0,1% | 0,3% | 2,5% |
Fonte: Banca d’Italia, DWA 4° trim. 2025. Foglio “3_per_decile_ricchezza”. Elaborazione propria.
Nel 4° trimestre 2025, il 10% più ricco delle famiglie italiane deteneva una ricchezza netta di 6.871 miliardi di euro. Il 50% meno abbiente ne deteneva 822 miliardi. Il rapporto è di oltre 8 a 1 e si è ampliato rispetto al 2010, quando era di circa 6 a 1.
💼 Casa, depositi, fondi: strutture patrimoniali a confronto
La struttura del portafoglio non è solo una fotografia della ricchezza accumulata: riflette i vincoli e le scelte di ciascuna fascia della distribuzione.
Per le famiglie meno abbienti, la casa è spesso la forma principale di risparmio accumulata nel corso di decenni, finanziata con un mutuo e fortemente illiquida. Il 73,6% di attività concentrato nell’immobile implica che qualsiasi variazione del mercato immobiliare — o qualsiasi esigenza di liquidità improvvisa — non trova ammortizzatori finanziari facilmente mobilizzabili.
Per la classe centrale (decili 6–9), il quadro è simile ma con una componente finanziaria diversificata in crescita. La quota di fondi comuni è salita dall’1,6% del 2010 al 3,7% nel 2025; le polizze vita pesano il 4,1%.
Per il top 10%, la struttura è profondamente diversa. Le partecipazioni in imprese coprono il 25,5% delle attività — erano il 12,6% nel 2010. L’immobile pesa il 30,2%. La liquidità detenuta sui depositi è all’8,3%, con una quota maggiore allocata in strumenti finanziari diversificati.
Anche per una famiglia di Bormio, Sondrio o dell’Alta Valtellina questi dati non servono a fare classifiche, ma a capire quanto il proprio patrimonio è concentrato in una sola classe di attività, quanto è liquido, quanto è indebitato e quanto è diversificato.
⚖️ Ricchezza netta e debiti: il ruolo delle passività
Una famiglia con un’abitazione del valore di 250.000 euro e un mutuo residuo di 150.000 euro ha una ricchezza netta immobiliare di 100.000 euro — non 250.000. Questo passaggio cambia radicalmente la lettura del patrimonio.
| Decile | 2010 Q4 (%) | 2025 Q4 (%) | Variazione | Lettura sintetica |
|---|---|---|---|---|
| D1 (più povero) | 106,4 | 95,5 | -10,9pp | Passività superiori alle attività nel 2010; ancora rapporto molto elevato nel 2025 |
| D2 | 36,8 | 38,9 | +2,1pp | Indebitamento elevato, sostanzialmente stabile |
| D3 | 44,4 | 47,6 | +3,2pp | Leva in aumento nel periodo |
| D4 | 20,1 | 23,7 | +3,6pp | In crescita |
| D5 | 13,0 | 13,3 | +0,3pp | Stabile |
| D6 | 6,7 | 8,2 | +1,5pp | Lieve crescita |
| D7 | 6,2 | 6,6 | +0,4pp | Stabile |
| D8 | 4,9 | 6,6 | +1,7pp | In crescita |
| D9 | 4,5 | 4,7 | +0,2pp | Stabile |
| D10 (più ricco) | 5,2 | 3,7 | -1,5pp | Unico decile con riduzione della leva nel lungo periodo |
Fonte: Banca d’Italia, DWA 4° trim. 2025. Foglio “1_indicatori”.
📈 Cosa è cambiato dal 2010 al 2025
Quindici anni di dati consentono di identificare le tendenze strutturali principali. Non tutte le dinamiche vanno nella stessa direzione, ma alcune tendenze sono coerenti nel tempo.
| Indicatore | 2010 Q4 | 2025 Q4 | Variazione | Commento |
|---|---|---|---|---|
| Ricchezza netta media (€) | 374.961 | 452.527 | +20,7% | Crescita nominale rilevante, ma distribuita in modo molto asimmetrico |
| Ricchezza netta mediana (€) | 200.120 | 178.112 | -11,0% | Più bassa anche in termini nominali. Per una valutazione reale servirebbe un deflatore dedicato. |
| Gini | 0,664 | 0,722 | +5,8pp | Concentrazione aumentata in modo significativo |
| Quota Top 10% (%) | 52,0 | 60,6 | +8,6pp | Il decile più ricco ha aumentato la propria quota di oltre 8 punti |
| Quota Top 5% (%) | 39,9 | 50,3 | +10,4pp | Il 5% più ricco ora detiene oltre la metà della ricchezza netta totale |
| Quota Bottom 50% (%) | 8,5 | 7,2 | -1,3pp | La quota del 50% meno abbiente si è ridotta |
| Ricchezza netta totale (Mld €) | 8.932 | 11.339 | +26,9% | Il totale è cresciuto; la quota maggiore resta nelle fasce più alte |
| Abitazioni (Mld €) | 5.361 | 5.591 | +4,3% | Crescita nominale molto contenuta rispetto al periodo considerato |
| Depositi (Mld €) | 986 | 1.360 | +38,0% | Costante accumulo di liquidità detenuta sui depositi |
| Fondi comuni (Mld €) | 325 | 893 | +174,8% | Crescita strutturale rilevante del risparmio gestito |
| Assicurazioni ramo vita (Mld €) | 435 | 809 | +85,9% | Quasi raddoppiate; strumento con componente previdenziale e assicurativa |
| Titoli di debito (Mld €) | 724 | 515 | -28,9% | Marcata riduzione della detenzione diretta nel portafoglio retail |
| Debito totale (Mld €) | -691 | -805 | +16,5% | Le passività sono cresciute meno della ricchezza netta totale |
Fonte: Banca d’Italia, DWA 4° trim. 2025. Elaborazione propria.
⚠️ I limiti dei dati: come leggerli bene
I DWA sono statistiche sperimentali. Questo ha implicazioni concrete che chi li usa deve tenere presente.
1. Copertura degli strumenti: i DWA non includono il contante fisico, i diritti pensionistici, le assicurazioni ramo danni, i derivati e i crediti commerciali. Gli strumenti inclusi coprono circa l’86% delle attività finanziarie totali dei conti finanziari.
2. Estrapolazione temporale: i dati per i trimestri successivi all’ultima indagine campionaria disponibile (Italia: 2020) vengono costruiti mantenendo invariate le quote di detenzione per ciascun strumento. Il 2025 è quindi soggetto a maggiore incertezza.
3. Modifiche metodologiche: le modifiche introdotte nell’edizione 2020 dell’indagine hanno migliorato la rappresentatività delle fasce più benestanti. Parte dell’aumento di concentrazione osservato potrebbe riflettere questo affinamento statistico.
La stessa fonte, due letture diverse
Se stai leggendo come risparmiatore, questa pagina resta l’approfondimento pensato per famiglie e investitori: continua qui sotto con le implicazioni patrimoniali.
Se sei un consulente finanziario o un professionista, gli stessi Conti distributivi possono essere letti da una prospettiva B2B: quali segnali aiutano a costruire contenuti professionali più utili e come misurarne l’effetto nel tempo.
Su BeastPick trovi una lettura distinta della stessa base dati, orientata a contenuti, domanda digitale e misurazione. I DWA restano dati nazionali e non consentono di inferire la ricchezza di singole famiglie o territori.
🔑 Cosa può imparare una famiglia da questi dati
I dati DWA non sono uno specchio individuale, ma offrono una cornice di lettura strutturale per chi vuole riflettere sulla propria situazione patrimoniale.
Se il patrimonio è concentrato per l’80% o più in una casa, quella ricchezza è illiquida e difficile da mobilizzare in caso di necessità. È un dato strutturale da considerare nella lettura del proprio bilancio patrimoniale.
I depositi bancari garantiscono sicurezza e disponibilità immediata, ma nel lungo periodo il loro rendimento è stato spesso inferiore all’inflazione. La crescita da 986 a 1.360 miliardi (+38%) indica una scelta strutturale delle famiglie italiane verso la liquidità; valutare se sia la più efficiente dal punto di vista patrimoniale richiede un’analisi individuale.
Fondi comuni e polizze vita sono presenti soprattutto nei portafogli del 10–20% più abbiente. Questo non significa che siano inaccessibili agli altri: significa che spesso la pianificazione finanziaria non ha ancora tradotto in azione quanto potrebbe essere utile.
Un mutuo da 200.000 euro su una casa da 350.000 euro è una situazione molto diversa da un mutuo da 200.000 euro su una casa da 210.000 euro. La ricchezza netta — non il patrimonio lordo — è la misura che conta per valutare la solidità patrimoniale.
✅ Conclusione
La ricchezza media delle famiglie italiane ha superato 452.000 euro. Ma la famiglia mediana ne ha 178.000 — meno del valore nominale di partenza nel 2010. Il 50% meno abbiente detiene il 7,2% della ricchezza totale.
I Conti distributivi della ricchezza delle famiglie pubblicati dalla Banca d’Italia offrono una lettura trimestrale, coerente con la contabilità nazionale, di come il patrimonio degli italiani sia distribuito. Non è un dato astratto: è la struttura dell’Italia che risparmia, investe, si indebita, acquista casa e detiene liquidità sui depositi.
Aggiornerò questa pagina a ogni nuovo rilascio dei dati DWA. Il prossimo aggiornamento è atteso intorno all’autunno 2026 per il dato del 1° trimestre 2026.
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❓ Domande frequenti
Cosa sono i Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie?
Sono statistiche sperimentali trimestrali prodotte dalla Banca d’Italia che mostrano come la ricchezza sia distribuita tra le famiglie italiane, in coerenza con gli aggregati di contabilità nazionale. Combinano i dati dell’indagine HFCS, la lista Forbes, i conti finanziari e i dati Istat sulle attività non finanziarie.
Che differenza c’è tra ricchezza media e ricchezza mediana?
La media è influenzata in modo rilevante dalle famiglie con patrimoni molto elevati. La mediana indica il valore a metà classifica: nel 4° trim. 2025 era 178.112 euro, contro una media di 452.527 euro. La mediana è il metro più rappresentativo della famiglia tipica.
Cosa comprende la ricchezza netta?
La ricchezza netta è la differenza tra il totale delle attività (abitazioni, depositi, titoli, fondi comuni, polizze vita, azioni, partecipazioni, attività d’impresa) e il totale delle passività (mutui e altri debiti). Non include il contante, i diritti pensionistici, le assicurazioni ramo danni e i derivati.
Le famiglie italiane sono davvero ricche?
La ricchezza netta totale è di circa 11.339 miliardi di euro, ma è fortemente concentrata: il 5% più ricco detiene oltre il 50% del totale. La famiglia mediana ha 178.000 euro di ricchezza netta — inferiore al valore nominale del 2010 (200.000 euro). La quota detenuta dalle fasce centrali e più basse si è ridotta nel periodo 2010–2025.
Perché la casa pesa così tanto nel patrimonio degli italiani?
Le famiglie italiane hanno storicamente privilegiato l’acquisto della prima casa come forma principale di risparmio. L’abitazione vale il 46% del totale delle attività aggregate e sale al 74% per le famiglie meno abbienti. È un’attività reale e tangibile, ma illiquida e non diversificata.
I depositi sono una forma di ricchezza finanziaria?
Sì, i depositi bancari sono classificati come attività finanziaria nei DWA. Nel 2025 valevano 1.360 miliardi di euro (+38% rispetto al 2010). Garantiscono sicurezza e liquidità immediata, ma il loro rendimento nel lungo periodo è stato spesso inferiore all’inflazione.
Perché le famiglie più ricche hanno portafogli più diversificati?
Con patrimoni elevati, l’abitazione rappresenta una quota minore del totale e c’è spazio per altri strumenti finanziari. Il top 10% detiene il 25,5% del patrimonio in partecipazioni d’impresa, il 10,3% in fondi comuni e l’8,7% in polizze vita. Queste componenti sono quasi assenti nei portafogli delle famiglie nelle fasce più basse.
Quali sono i limiti dei dati Banca d’Italia sui DWA?
I DWA escludono alcuni strumenti (contante, diritti pensionistici, assicurazioni ramo danni). I dati più recenti vengono estrapolati dall’ultima indagine HFCS del 2020 e sono soggetti a revisioni. Le statistiche sono definite “sperimentali” perché la metodologia non è ancora standardizzata nei manuali internazionali di contabilità nazionale.
Ogni quanto vengono aggiornati questi dati?
I DWA vengono pubblicati a cadenza trimestrale, circa cinque mesi dopo la chiusura del trimestre di riferimento. L’ultimo aggiornamento disponibile riguarda il 4° trimestre 2025, pubblicato il 3 giugno 2026.
Come può usare questi dati un risparmiatore?
Non come benchmark di posizionamento individuale, ma come cornice di lettura strutturale. Sapere che la famiglia mediana ha 178.000 euro di ricchezza netta nominale, che il 74% delle attività delle famiglie meno abbienti è concentrato nella casa, e che i depositi crescono mentre i titoli di debito si riducono, aiuta a comprendere il contesto in cui si colloca il proprio profilo patrimoniale.