Desertificazione bancaria in Valtellina: sportelli, banche e consulenza
Nel 2025 le banche italiane hanno chiuso altri 516 sportelli. In Alta Valtellina, alla riduzione della rete fisica si somma l’incorporazione di tre banche storicamente territoriali in gruppi di scala più ampia.
Dati: XV report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria, Fondazione Fiba di First Cisl, al 31 dicembre 2025. Articolo aggiornato il 28 giugno 2026.
Nel 2025 le banche italiane hanno chiuso altri 516 sportelli, portando il totale nazionale a 19.140 (-2,6% sul 2024). I comuni senza alcuno sportello sono 3.457, il 43,8% del totale. In Lombardia il 37,4% dei comuni è senza sportelli. In Alta Valtellina e nei territori contigui, tre banche storicamente territoriali — Credito Valtellinese, Banca di Valle Camonica e Banca Popolare di Sondrio — sono oggi incorporate in gruppi bancari di scala nazionale o internazionale.
Nel 2025 le banche italiane hanno chiuso altri 516 sportelli. Non è una notizia isolata: è la continuazione di un processo che dura da oltre un decennio e che, secondo l’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, ha portato la rete fisica nazionale a 19.140 sportelli al 31 dicembre 2025, circa il 2,6% in meno rispetto alla fine del 2024.
Ridurre il fenomeno a un conteggio di filiali chiuse, però, racconta solo metà della storia. Quello che cambia non è solo quanti sportelli restano, ma come sono organizzate le banche che restano: sempre più spesso gruppi di scala nazionale o internazionale, con centri decisionali meno prossimi al territorio. In Alta Valtellina questo non è un tema astratto: riguarda tre istituti che fino a pochi anni fa erano banche territoriali, con management e storia radicati localmente, e che oggi sono incorporati o confluiti in realtà più grandi. Questo articolo aggiorna i dati al 2025, inquadra la situazione della Lombardia e dell’Alta Valtellina, e spiega perché — in un contesto del genere — avere un riferimento professionale stabile sul territorio diventa più rilevante, senza che questo sostituisca il ruolo della banca.
I dati nazionali 2025
| Indicatore | Dato al 31/12/2025 |
|---|---|
| Sportelli chiusi nel 2025 | 516 |
| Sportelli totali in Italia | 19.140 (-2,6% sul 2024) |
| Comuni senza alcuno sportello | 3.457 (43,8% del totale) |
| Persone senza accesso fisico o a rischio | ~11,5 milioni |
| …di cui in comuni totalmente desertificati | ~4,9 milioni |
| …di cui in comuni con un solo sportello | ~6,5 milioni |
| Utilizzo internet banking in Italia | 56,37% |
| Media Unione Europea internet banking | 69,7% |
| Francia (internet banking) | 78,3% |
| Sportelli ogni 100mila abitanti: Italia vs Francia | 33 vs 48 |
| Internet banking 65-74 anni: Italia vs media UE | 36,7% vs 47,9% |
Diverse rassegne stampa arrotondano il dato “comuni senza sportelli” al 44%; la tabella ufficiale del report indica 43,8%, il valore usato in questo articolo.
Non riguarda solo le aree interne. Tra fine 2021 e fine 2025, la chiusura di sportelli a Roma (-14%) e Milano (-16,1%) è stata superiore alla media nazionale (-11,6%), secondo il segretario generale First Cisl Riccardo Colombani. Il fenomeno tocca le grandi città quanto le valli alpine, con conseguenze però molto diverse.
Il nesso digitale-chiusure non è automatico. La Francia ha un utilizzo dell’internet banking superiore a quello italiano (78,3% contro 56,37%) ma mantiene una rete fisica più capillare (48 sportelli ogni 100mila abitanti contro 33). Come osserva Colombani: “il modesto incremento dell’utilizzo dei canali digitali non giustifica le chiusure”.
I dati Lombardia
Secondo la tabella regionale dello stesso XV report (dati al 31 dicembre 2025):
| Indicatore Lombardia | Dato al 31/12/2025 |
|---|---|
| Comuni lombardi senza alcuno sportello | 37,4% |
| Comuni lombardi con un solo sportello | 26,8% |
| Variazione sportelli rispetto al 31/12/2024 | -2,8% |
Per contesto: nel primo semestre 2025 (XIII report, dati al 30 giugno 2025) la Lombardia contava 3.750 sportelli sul territorio regionale, con BPER Banca — che nel frattempo ha incorporato Banca Popolare di Sondrio — divenuta il primo gruppo per presenza territoriale in regione.
Alcuni dati regionali disaggregati (popolazione e imprese lombarde residenti in comuni senza sportelli, quota di superficie regionale priva di presidi, tasso di utilizzo dell’internet banking in Lombardia) non risultano confermati su fonte ufficiale datata al momento della stesura. Non sono riportati per evitare di mescolare dati 2025 con schede regionali precedenti non comparabili.
Il tema nel TGR Lombardia del 27 giugno 2026
Il tema della desertificazione bancaria è stato ripreso anche dal TGR Lombardia nell’edizione del 27 giugno 2026. Il servizio è citato qui come fonte audiovisiva di contesto, non come base statistica: i dati restano quelli del XV report della Fondazione Fiba di First Cisl riportati nelle sezioni precedenti. È comunque utile come segnale di attualità giornalistica del tema e come fonte audiovisiva di contesto per il pubblico lombardo.
In un territorio alpino come l’Alta Valtellina, questo passaggio pesa di più: distanza fisica, tempi di spostamento e minore prossimità dei riferimenti bancari possono rendere più debole il rapporto diretto tra risparmiatori, imprese e sistema bancario.
TGR Lombardia: desertificazione bancaria e sportelli sul territorio
Servizio TGR Lombardia, edizione del 27 giugno 2026, ore 19:30, richiamato come contenuto audiovisivo di contesto sul tema della desertificazione bancaria.
Guarda il servizio su RaiPlay Il video si apre su RaiPlay.Perché in Alta Valtellina il problema pesa di più
I dati nazionali e regionali raccontano una tendenza. Il modo in cui questa tendenza si traduce in disagio reale, però, cambia molto in base al territorio.
In una grande città, la chiusura di una filiale significa spesso spostarsi di un quartiere. In Alta Valtellina — a Bormio, Livigno, Valfurva, Valdidentro, Valdisotto, Sondalo, Tirano — la stessa chiusura può significare percorrere chilometri di strada di montagna, con tempi più lunghi, condizioni meteo invernali che complicano l’accessibilità, e un confronto diretto con un referente bancario che diventa meno frequente.
- Persone anziane — meno propense a usare i canali digitali; per loro la filiale fisica resta spesso l’unico punto di contatto reale.
- Famiglie — nella gestione della liquidità e nella pianificazione di medio periodo beneficiano di un riferimento stabile.
- Commercianti e artigiani — la gestione del credito e dei rapporti con la banca richiede continuità e prossimità.
- Imprese turistiche e PMI locali — esposte alla stagionalità, con bisogno di interlocutori che conoscano il territorio.
- Famiglie in fase di passaggio generazionale — la trasmissione di patrimonio o attività richiede pianificazione, non solo operatività corrente.
Il punto non è la nostalgia per “la banca di paese”. È che, quando i centri decisionali diventano meno prossimi al territorio e le reti si razionalizzano, cresce il valore di avere un riferimento professionale stabile e verificabile — a prescindere da quale gruppo bancario gestisca poi l’operatività quotidiana.
Tre banche territoriali, due percorsi
In provincia di Sondrio, e più in generale nell’arco alpino lombardo, la desertificazione bancaria si è intrecciata con un fenomeno distinto ma collegato: l’incorporazione, in tempi recenti, di istituti che erano nati e avevano operato per decenni — in alcuni casi per oltre un secolo — come banche territoriali.
Fondato a Sondrio nel 1908, il Credito Valtellinese è stato per oltre un secolo una delle principali banche popolari del territorio. Dopo un’offerta pubblica di acquisto lanciata da Crédit Agricole Italia nel novembre 2020 e il delisting dalla Borsa Italiana nel 2021, la fusione per incorporazione ha avuto efficacia giuridica dal 24 aprile 2022. In provincia di Sondrio è stata mantenuta una Direzione Regionale Lombardia Nord, e per un periodo il marchio Creval è rimasto visibile sulle insegne.
Banca radicata nell’arco alpino lombardo, in provincia di Brescia, nei territori contigui alla Valtellina: un caso comparabile di banca alpina confluita in un gruppo più grande. Fondata nel 1872, è stata incorporata in UBI Banca nel 2017. UBI Banca, a sua volta, è stata incorporata in Intesa Sanpaolo con efficacia dal 12 aprile 2021. Il marchio, attivo per 145 anni, non esiste più come entità giuridica autonoma.
L’operazione più recente e più rilevante per il territorio. Dopo un’offerta pubblica di scambio lanciata da BPER Banca nel febbraio 2025 (circa 4,75 miliardi di euro) e l’approvazione delle assemblee straordinarie il 12 marzo 2026, la fusione per incorporazione ha avuto efficacia giuridica dal 20 aprile 2026. Banca Popolare di Sondrio, fondata nel 1871, cessa di esistere come entità giuridica autonoma dopo 155 anni. BPER ha istituito a Sondrio una nuova Direzione Regionale Lombardia Nord, con competenza estesa anche a Lecchese, Comasco e Monza e Brianza; secondo i dati First Cisl, il gruppo BPER è oggi il primo per presenza territoriale in Lombardia.
Cosa cambia, al di là del marchio
In tutti e tre i casi il tema centrale non è che cambia il nome sull’insegna. Quando una banca territoriale viene incorporata in un gruppo di scala nazionale o internazionale, cambiano diversi aspetti: i centri decisionali — dove si definiscono politiche di credito e strategie commerciali — diventano meno prossimi al territorio; le reti si razionalizzano, con possibili sovrapposizioni tra filiali nelle stesse zone; i processi tendono a standardizzarsi su scala di gruppo. Le direzioni regionali mantenute a Sondrio svolgono un ruolo di coordinamento locale importante, ma rispondono a logiche definite altrove. Questo non significa che il servizio peggiori automaticamente: significa che il presidio locale percepito da famiglie e PMI cambia natura.
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Aggregazioni e razionalizzazione delle reti
Le vicende valtellinesi e camune si inseriscono in un processo di consolidamento più ampio, che ha attraversato l’intero sistema bancario italiano: l’incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo (2021), l’offerta di BPER su Banca Popolare di Sondrio (2025-2026), e il “risiko” che ha coinvolto anche Banco BPM, Monte dei Paschi di Siena e altri gruppi.
Le aggregazioni bancarie vengono di solito presentate come operazioni che generano sinergie di scala senza compromettere la prossimità con i territori. È una possibilità reale, ma i dati dello stesso Osservatorio First Cisl mostrano che le aggregazioni possono anche aumentare il rischio di razionalizzazione delle reti, specie nei trimestri successivi al perfezionamento delle fusioni, quando le sovrapposizioni territoriali tra le due reti preesistenti spingono verso chiusure o accorpamenti. Non è un automatismo: è un fattore di attenzione da monitorare nei prossimi report trimestrali.
Il tema si inserisce nel più ampio quadro del sistema bancario italiano e del debito pubblico italiano, di cui le banche sono tra i principali detentori.
Digitale sì, ma non basta
I dati First Cisl 2025 mostrano che l’utilizzo dell’internet banking in Italia (56,37%) resta inferiore alla media europea (69,7%) e ai principali paesi UE, con la Francia al 78,3%. Il divario si amplia nella fascia 65-74 anni: in Italia il 36,7% utilizza i canali digitali, contro il 47,9% della media UE — un dato rilevante in un paese con l’indice di vecchiaia più alto d’Europa.
Il punto non è che il digitale sia “il problema”: è che digitale e presenza fisica non sono sostituti automatici l’uno dell’altro. App e home banking sono strumenti efficaci per l’operatività quotidiana — pagamenti, bonifici, controllo saldo — ma meno adatti, da soli, per decisioni più complesse: investimenti, previdenza, protezione assicurativa, passaggio generazionale, credito d’impresa. Per queste decisioni, la qualità della relazione e del metodo professionale conta più della velocità del canale.
Il ruolo del consulente finanziario
In questo contesto — meno filiali, banche territoriali confluite in gruppi più grandi, digitale che cresce ma non sostituisce tutto — il consulente finanziario non si propone come alternativa alla banca. La banca resta l’infrastruttura essenziale per pagamenti, depositi, credito e operatività corrente.
Quello che cambia è il valore di avere, accanto alla banca, un riferimento professionale stabile su:
- Metodo e continuità nel tempo, indipendentemente dalle riorganizzazioni dei gruppi bancari.
- Verifica del rischio dei propri investimenti e della propria esposizione patrimoniale.
- Pianificazione patrimoniale e gestione della liquidità su orizzonti di medio-lungo periodo.
- Previdenza complementare e protezione assicurativa.
- Passaggio generazionale, tema centrale per le famiglie imprenditoriali e per il patrimonio immobiliare diffuso in Alta Valtellina.
- Conoscenza diretta del territorio e delle sue dinamiche economiche stagionali.
Non è un servizio “alternativo” alla filiale bancaria, né un sostituto della consulenza interna della propria banca: è un presidio professionale complementare, per chi cerca continuità relazionale in un sistema che si riorganizza su scala sempre più ampia. Per il percorso professionale e le certificazioni di chi scrive è disponibile la pagina Chi sono; una sintesi normalizzata e verificabile dello stesso profilo è consultabile anche sul profilo BeastPick di Paolo Franzinelli. Per un approccio diversificato agli investimenti, una panoramica sul portafoglio ETF.
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Domande frequenti
Che cos’è la desertificazione bancaria?
Quanti sportelli bancari sono stati chiusi in Italia nel 2025?
Quanti comuni italiani sono senza sportelli bancari?
Cosa si sa della desertificazione bancaria in Lombardia?
Perché in Alta Valtellina il problema pesa di più?
Che fine ha fatto il Credito Valtellinese?
Che fine ha fatto la Banca di Valle Camonica?
Quando è diventata efficace la fusione tra Banca Popolare di Sondrio e BPER?
Le app bancarie sostituiscono la filiale?
Che ruolo può avere un consulente finanziario dove le filiali diminuiscono?
Fonti
First Cisl — Comunicato del 30 gennaio 2026
Crédit Agricole Italia — La Storia del Gruppo (fusione Credito Valtellinese)
Intesa Sanpaolo — Mappa storica, scheda Banca di Valle Camonica (fusione Banca di Valle Camonica / UBI Banca)
BPER Banca — Comunicati istituzionali (fusione Banca Popolare di Sondrio)